GRAVITY

Scritto da Andres Ardu - 10/02/17
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DATI
Regia: Alfonso Cuaròn
Sceneggiatura: Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón
Durata: 90 minuti
Anno: 2013

[Ardu] - voto: 9
[Raff] - voto: 7
Trailer


[Ardu] - voto: 9
Quali sono i pericoli che un uomo potrebbe trovare una volta superata l'atmosfera terrestre? Gravity è un film che parte da un concetto di base tutto sommato semplice e costruisce attorno ad esso un insieme di emozioni, sia visive che umane, difficilmente replicabile. Grazie agli indiscutibili meriti di regia ma anche grazie agli oltre 80 milioni di dollari spesi in effetti speciali, il film ha il grande merito di esaltare ogni singola emozione riprodotta su schermo e trasferirla prepotentemente allo spettatore: la paura dell'universo e dell'ignoto; il senso di impotenza derivante dalla consapevolezza di non avere mezzi sufficienti per vincere l'assenza di gravità; la speranza di riuscire a sentire ancora la terra sotto i piedi ; la tensione e l'ansia derivanti dalla corsa contro il tempo. Questo e molto altro è ciò che la pellicola offre emotivamente diventando quasi un'esperienza fisica e spossante: ogni stato d'animo si percepisce sulla propria pelle come fosse una persona in carne ed ossa seduta a fianco che ci tiene la mano e ci stringe il braccio per tutto il film. Detto questo il titolo brilla anche sotto altri aspetti, primo fra tutti l'interpretazione dei due attori/solisti. Interpretazione che, pur essendo ottima per Clooney, risulta sensazionale per Sandra Bullock chiamata per quasi tutto il film a reggere la scena in un assolo gestito magistralmente. Aspetto, quest'ultimo, che al di là degli indiscutibili meriti di recitazione può alla lunga risultare stancante per via del senso di pesantezza dovuta alla presenza su schermo di un'unica attrice per quasi tutta la pellicola. Tolto questo appunto marginale, le uniche critiche che si possono muovere si esauriscono citando la presenza di qualche dialogo decisamente troppo allungato e di qualche scena troppo statica che in un film di questo genere dove il ritmo è fondamentale possono risultare troppo "ingombranti". Al di la di questo Gravity è decisamente un piccolo capolavoro... 90 minuti che volano in un "amen".

PRO
- Dannatamente emozionante
- Recitazione su livelli altissimi
- Effetti speciali poderosi
- È un assolo di Sandra Bullock

CONTRO:
- La trama in se non è nulla di eccezionale
- Qualche dialogo e qualche momento morto di troppo
- È un assolo di Sandra Bullock



[Raff] - voto: 7
Questo piccolo (in tutti i sensi) ultimo film del buon Alfonso Cuaròn (regista, tra i tanti, del miglior film della saga di Harry Potter che è “il prigioniero di Azkaban” e dello splendido e sottovalutato “Paradiso perduto”) è diventato un vero e proprio caso cinematografico che si è portato a casa ben sette (più o meno meritati) Oscar. Tanto rumore per nulla, han detto alcuni. Vero o falso? Personalmente non l’ho visto al cinema, quindi non ho potuto ammirare appieno le prodezze tecniche grazie alle quali si dice che il 3D dia la rara sensazione di un’immedesimazione “fisica” unica nella Storia del Cinema. Ma questo potrebbe anche essere un bene, giacché credo che il fatto di averlo visto su uno schermo da sedici pollici mi abbia consentito di valutarlo in modo più distaccato (o in maniera più approfondita, a seconda di come la si voglia vedere), cioè spogliato da (pre)giudizi inerenti la “performance tecnica” del tutto. Che comunque è spettacolare e miracolosa nelle due sequenze della pioggia di detriti. Ma al di là di questi brevi momenti di estasi visiva, e tralasciando le tante e fondate accuse di inverosimiglianze ed errori tecnico-scientifici nella realizzazione del tutto, ci troviamo di fronte a un tardo alter ego di “Apollo 13” (1995). Qui, i due pur bravi protagonisti si trovano a fluttuare nello spazio per quasi tutto il film senza che il plot abbia uno sviluppo tale da potersi propriamente definire coinvolgente. Si solleva di molto nell’ultima parte, dalla ricomparsa di Clooney post mortem all’atterraggio in un luogo non meglio definito (che voglia simboleggiare una sorta di Eden? Un ritorno all’origine di tutto?). Tante belle immagini per quello che tutto sommato è un buon prodotto. Ma che entra da un orecchio ed esce dall’altro.


PILLOLE DI CINEMA
[ci sono SPOILER quindi se ancora non avete visto il film per carità fermatevi qui!!!]

- Il film ha partecipato all'86esima edizione degli Oscar con 10 candidature e vincendone 7: miglior regia, migliori effetti speciali, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior colonna sonora, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.
- Il progetto è nato molti anni prima della sua effettiva realizzazione ed inizialmente era di proprietà della Universal Pictures, salvo poi essere cancellato per costi e rischi eccessivi. Viene ripreso solo nel 2010 una volta acquistato dalla Warner Bros.
- Per il principale ruolo femminile era stata inizialmente scelta Angelina Jolie, la quale ha rifiutato l'offerta per 2 volte. In seguito l'attenzione era ricaduta su Natalie Portman, costretta anch'essa a rifiutare per la gravidanza. Solo allora la parte è stata assegnata a Sandra Bullock. Per il ruolo maschile, invece, prima di scritturare George Clooney era stato contattato Robert Downey Jr.
- Attualmente è uno dei film più visti di sempre in 3D rispetto agli spettatori totali. Più dell'80% di chi ha pagato il biglietto del cinema ha scelto di utilizzare gli occhiali (credo che questo dato in effetti potrebbe dipendere anche dall'effettiva difficoltà a trovare uno spettacolo che non fosse in 3 dimentioni XD ).
- Durante una recente intervista un'astronauta italiana ha elencato diversi passaggi del film che non sarebbero realistici o comunque non rispecchierebbero appieno la realtà: 
>>>> I satelliti per le comunicazioni orbitano a 36.000 km di altezza e non possono essere colpiti da detriti che volano in orbita spaziale bassa come quelli di un missile.
>>>> Lo spostamento dei due astronauti da Hubble alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) utilizzando solo un jetpack sarebbe impossibile nella realtà in quanto le due strutture si trovano in orbite differenti, con velocità e altitudine diverse.
>>>> Nella scena del sacrificio di Clooney, quando lui si sgancia dalla Bullock per darle possibilità di sopravvivere, in realtà il corpo dell'astronauta non avrebbe dovuto allontanarsi una volta liberato in quanto sarebbe dovuto fluttuare alla stessa velocità della struttura a cui erano aggrappati.
>>>> I portelli degli airlock di qualsiasi struttura spaziale non hanno nessuno sportello esterno e, anzi, si aprono verso l'interno solo dopo la depressurizzazione...cosa che avrebbe reso molto difficile alla Bullock entrare più o meno ovunque.
>>>> La canottiera e i pantaloncini indossati dalla Bullock sotto la tuta spaziale in realtà avrebbero dovuto essere sostituiti da abbigliamento termico a maniche lunghe e da una sotto-tuta dotata di tubicini per mantenere la temperatura corporea. Così come compare nel film la protagonista sarebbe morta assiderata.



CAST
Sandra Bullock: Ryan Stone
George Clooney: Matt Kowalsky

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