THE PURGE - LA NOTTE DEL GIUDIZIO

Scritto da Jacopo Braghiroli - 09/01/14
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DATI
Regia: James DeMonaco
Sceneggiatura: James DeMonaco
Durata: 85 minuti
Anno: 2013

[Jaco] - voto: 6,5
[Raff] - voto: 8


[Jaco] - voto: 6,5
Una volta all'anno per 12 ore tutte le leggi decadono, ogni attività criminale tra cui l'omicidio diventano legali. Una trama molto golosa, dai molteplici sviluppi narrativi. Il film racconta le vicende di una famiglia durante la notte della "purga", che come molte altre decide di barricarsi in casa e di assistere all'ondata di violenza tramite i notiziari in televisione. Ovviamente ci saranno drammatiche sorprese, cosa ve lo dico a fare. Ne consiglio la visione nonostante il voto sufficiente, assolutamente personale, dovuto ad uno sviluppo un po' troppo scarno della storia. Nonostante la realtà distopica che ci viene proposta questa è ben contestualizzata e resa plausibile nel film, cosa fondamentale in tutte quelle produzioni che vogliono presentare situazioni incredibili. Non mancherà di accendere riflessioni e discussioni tra gli spettatori.

PRO
Storia originale
Finale non banale

CONTRO
La decisione presa dal ragazzino che darà il via agli eventi del film. Troppo stupida.
La professione di Ethan Hawke (vende sistemi di sicurezza) e la vulnerabilità della sua casa sono un ossimoro.



[Raff] - voto: 8
Raramente il cinema di oggi dà corpo a idee così originali e provocatorie. Film d’esordio di James DeMonaco (segniamoci questo nome e speriamo di rivederlo presto all’opera) è in fin dei conti un film di fantascienza, strutturato come un thriller con forti spruzzate di horror. Freccia appuntita al perbenismo americano, feroce critica alle distinzioni di classe, “lo sfogo” oggetto del film è il lato oscuro dell’ideologia capitalista che vuole la società ripulita dalla “feccia” (i poveri che non possono permettersi i sofisticati sistemi di sicurezza e sono quindi costretti a soccombere) e dominata dai ceti borghesi. Il messaggio è diretto, quasi arrogante nella sua immediatezza, ma non c’è puzza di stereotipo o forzature. L’America giustifica e idolatra “lo sfogo”, esplosione di criminalità per “curare” la criminalità. Esso si fa inoltre simbolo e portavoce delle pulsioni aggressive e (perché no) omicide insite nell’uomo, nonché del suo bisogno di (e del suo piacere innato per la) violenza. La provocazione sta nel fatto che noi spettatori ci chiediamo se, qualora questo “sfogo” venisse legalmente approvato nella nostra realtà, saremmo coloro che si barricano in casa o quelli che vanno “fuori a caccia”. È una domanda inevitabile e in essa sta gran parte del valore politico del film. Al di là di tutto ciò, è una pellicola pervasa dall’inizio alla fine da una tensione insostenibile e potente. Crudo, spietato e violento, è un film fatto di scelte e, quindi, in grado di far riflettere. Un’opera quindi intelligente, acuta, stimolante e trasgressiva, dove la cattiveria e il sadismo si toccano con mano e stupiscono spaventando(ci) (assolutamente inquietanti le maschere indossate dai killer e la favolosa ragazza con i machete). Buona poi la prova di Ethan Hawke e di tutto il cast di contorno.In definitiva, un piccolo gioiello in un panorama cinematografico mai così bisognoso di innovatività. Avercene di film come questo…


CAST
Ethan Hawke: James Sandin
Lena Headey: Mary Sandin
Adelaide Kane: Zoey Sandin
Max Burkholder: Charlie Sandin
Rhys Wakefield: il leader

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