INTERSTELLAR

Scritto da Jacopo Braghiroli - 10/11/14
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DATI
Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: Christopher Nolan, Jonathan Nolan
Durata: 169 minuti
Anno: 2012

[Jaco] - voto: 9,5
[Raff] - voto: 9

[Jaco] - voto: 9,5
"L'umanità è nata sulla Terra, ma il suo viaggio potrebbe non finire qui": tutto ciò di cui avete bisogno di sapere sulla trama è contenuto in questa tagline. È un film grandioso ed ambizioso, Christopher Nolan colpisce ancora. Grandioso nella varietà dei temi trattati, dal “che fare se la Terra comincia a rivelarsi un luogo inospitale”, ai rapporti umani, l'amore, la paura, il sacrificio, la morte, l'egoismo, il senso di impotenza, passando per alcuni degli aspetti che da sempre più ci affascinano come la scoperta dell'ignoto, il funzionamento dell'universo; ambizioso nel voler raccontare una storia personale e allo stesso tempo universale, la storia di un uomo mista alla storia dell’uomo inteso come umanità. È un film razionale ma allo stesso tempo emozionale, gioca con scienza e sentimenti mischiandoli l’un con l’altro. La sceneggiatura, nonostante la durata del film e la quantità di temi trattati, regge benissimo grazie alla decisione di risparmiarci momenti vuoti e inutili e di puntare alla ciccia fin da subito, in pieno stile Nolaniano. Gli attori sono tutti bravissimi, il mattatore è Matthew McConaughey, eccezionale. Da un punto di vista della tecnica, la serietà con la quale sono stati affrontati i temi scientifici presenti nel film getta nuovi standard per chiunque in futuro vorrà cimentarsi nello stesso ambito cinematografico. Nota di demerito ai bimbiminkia che hanno passato tutto il film a chiacchierare, ridacchiare, civettare. Se non siete in grado di mantenere l’attenzione in un film del genere statevene a casa per i fattacci vostri.

Noi di Supposte di Cinema siamo rimasti estasiati dalla pellicola. Essendo un film che lascia aperte valutazioni soggettive sicuramente vi farà giungere a pareri diversi riguardo al finale. Fateci sapere cosa ne pensate! 


PRO
Guardate il film santo cielo, sarà un viaggio meraviglioso.



[Raff] - voto: 9
Nolan è sempre Nolan: nonostante stavolta propenda per un approccio più classico, non si astiene comunque dall’accavallare e sovrapporre i frammenti della narrazione. Il problema (l’unico, a dire il vero, di questo film superbo) è che per fare ciò si serve di nozioni di scienza astronomica le quali, per chi non sia particolarmente ferrato in materia, non sono affatto immediate e possono quindi provocare qualche intoppo nella corretta comprensione dello svolgimento del plot. Chiuso un occhio su questo limite, va ora riconosciuto: Interstellar è un’opera immensa, capace di restituirci quello stupore e quella meraviglia degni del miglior Spielberg, ma collocata ad un’ideale metà strada tra Apollo 13 (1995) e 2001: Odissea nello Spazio di Kubrick (1968). Ci sono momenti di commozione autentica e insostenibile: quando Matthew McConaughey abbandona la figlia e quando poi la rivede su uno schermo dalla propria navicella dopo ormai più di vent’anni, tanto per fare due esempi. E qui colgo l’occasione per ribadire – qualora ce ne fosse ancora bisogno – il talento di uno dei migliori attori viventi, appunto McConaughey (ma anche il resto del cast non è da meno). “Interstellar” non vuole lasciare un qualche messaggio, né tanto meno farci alcuna morale. “Semplicemente” si fa portavoce di una delle più alte aspirazioni non tanto dell’uomo, quanto dell’umanità: dominare il tempo in senso totale, averne il controllo, piegarlo ad una volontà che da personale si fa collettiva. E l’unica maniera per far sì che ciò accada consiste nella fusione (impossibile) di tempo e spazio in qualcosa di unico, indivisibile e fuor di finzione concettualmente impossibile. Questa fusione può avvenire in un solo luogo, che assume forma fisica nel meraviglioso finale del film: il posto dove nascono i sogni, direbbe Spielberg (citando A.I. – Intelligenza Artificiale). Secondo Nolan, il massimo a cui l’umanità può aspirare sta nell’andare oltre le proprie barriere, nel superare i propri confini. Il regista in altre parole sembra dirci che nonostante lo scopo dei protagonisti sia la salvezza dell’umanità, la sete di scoperta e la conseguente conservazione della conoscenza sono un fine e non un mezzo per raggiungere un Dio chiamato progresso. In quanto al plot, Interstellar è un gioco a incastri fatto di continui rimandi e simbolismi da tenere costantemente sott’occhio perché, quando alla fine tutto sarà svelato, ogni componente del puzzle ritornerà al proprio posto, ma lo spettatore dovrà avere bene a mente i tanti pezzi che (disseminati nel corso del film) arriveranno a comporre il quadro al termine delle quasi tre ore (necessarie, mai pesanti) di pellicola. È vero, ciò implica la messa in atto di un vero e proprio sforzo mentale. Ma, signori miei, questo è Nolan. Così è sempre stato (oltre a Inception, si ricordino a titolo esemplificativo The Prestige e Memento) e così continuerà ad essere (o quantomeno, questo è ciò che io e molti altri spettatori ci auguriamo). Un’opera impregnata di sentiment(alism)o ed emotività (termini intesi nella loro accezione più diretta e immediata, perché qui le lacrime a scorrere sono tante), che si presta a spudorate celebrazioni di virtù americana (bisogna dirlo e non si può negarlo), ma lascia a bocca aperta quando c’è Hans Zimmer ad accompagnare le spettacolari sequenze spaziali.Un film immenso e imperdibile, tristemente e colpevolmente ignorato dall’Academy Awards.
 
 
 
PILLOLE DI CINEMA
- Il film è stato prodotto con un budget di 165 milioni di dollari.
- Il progetto entra in fase di pre-produzione nel giugno del 2006, quando la Paramount Pictures annuncia che Steven Spielberg dirigerà un film di fantascienza basato su un trattato del fisico teorico Kip Thorne circa la possibilità di viaggiare tra vari sistemi solari attraverso un wormhole. Nel marzo 2007, Jonathan Nolan viene incaricato di stendere la sceneggiatura del progetto. Nei successivi anni però il progetto resta in fase di stallo, finché nel gennaio 2013 Warner Bros. e Paramount Pictures negoziano un accordo per far dirigere il film a Christopher Nolan, il quale decide di scrivere la sceneggiatura definitiva insieme al fratello, partendo dalla bozza già stesa da quest'ultimo. Nel marzo dello stesso anno, Christopher Nolan viene confermato alla regia del film.
- La produzione ha usato il titolo falso per le riprese "Flora's Letter", in onore della figlia Flora di Christopher Nolan.
- Le disastrose condizioni dell'agricoltura sono in parte ispirate al Dust Bowl avvenuto durante la depressione americana del 1930. Con questo termine si indicano una serie di tempeste di sabbia che colpirono gli USA centrali e parte del Canada, causate da decenni di tecniche agricole intensive e inappropriate.
- Nolan prima di iniziare le riprese ha proiettato Uomini Veri a tutta la squadra, un film del 1983 diretto da Philip Kaufman, tratto dal romanzo di Tom Wolfe La stoffa giusta. La trama si concentra intorno all'evoluzione tecnologica della NASA, grazie alla quale alcuni piloti ed astronauti americani poterono compiere notevoli imprese come il superamento del muro del suono e il viaggio spaziale.
- Nolan ha confessato le influenze ricevuto da 2001: Odissea nello Spazio (1968), Guerre Stellari (1977), Incontri ravvicinati del Terzo Tipo (1977), Alien (1979) e Blade Runner (1982).
- Nolan si è affidato all'illustre fisico teorico americano Kip Thorne nella trattazione e nella messa in scena dei fenomeni astronomici presenti nella pellicola, dai wormhole, allo spazio tempo, ai buchi neri. Per la prima volta questi elementi sono stati portati su pellicola con rigore scientifico.
- Niente schermi verdi, ma vere immagini dello spazio dai finestrini della navicella durante le riprese, in modo che gli attori si sentissero realmente nello spazio. 


CAST
Matthew McConaughey: Cooper
Anne Hathaway: Amelia Brand
Jessica Chastain: Murphy "Murph"
Wes Bentley: Doyle
Michael Caine: professor Brand
John Lithgow: Donald
Topher Grace: Getty
Casey Affleck: Tom
Matt Damon: dottor Mann
David Gyasi: Romilly
Ellen Burstyn: Murph anziana
Mackenzie Foy: Murph bambina
Timothée Chalamet: Tom da giovane
Leah Cairns: Lois
William Devane: membro del consiglio NASA
Jeff Hephner: dottore
Elyes Gabel: scienziato
David Oyelowo: preside
Collette Wolfe: Miss Kelly

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