LO HOBBIT - UN VIAGGIO INASPETTATO

Scritto da Andres Ardu - 22/12/14
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DATI
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Peter Jackson, Fran Walsh, Guillermo del Toro, Philippa Boyens
Durata: 169 minuti
Anno: 2012

[Ardu] - voto: 7,5
[Raff] - voto: 5,5
Trailer

[Ardu] - voto: 7,5
Si torna nella Terra di Mezzo 60 anni prima rispetto agli eventi narrati nella trilogia cult. Già dalle prime battute il film stupisce per la manifesta intenzione di riallacciarsi il più possibile ai precedenti film puntando sull'effetto nostalgia che le scene iniziali suscitano in ogni fan, portando lo spettatore a sentirsi come se fosse tornato finalmente nel mondo che ama dopo anni di assenza forzata. Tutto molto bello, tutto molto emozionante, tutto è dove lo avevamo lasciato, ma a questo giro c'è qualcosa che non convince appieno. La storia del racconto di Tolkien infatti è molto semplice e lineare, e proprio per via di questa banalità di fondo è considerato quasi come una favola per bambini, che si legge in un amen vista anche la sua scarsa lunghezza. Proprio da questo aspetto nascono le prime perplessità riguardanti il film, o meglio il progetto nella sua interezza dato che "Lo Hobbit" è stato pensato per essere una trilogia così come "Il signore degli anelli" pur non condividendo la stessa abbondanza di contenuti.
Va da sè, infatti, che le conseguenze di questa scelta (infelice?) si traducono in una trama fin troppo diluita, ricca di dialoghi e scene decisamente forzate che tradiscono l'intento di allungare il brodo per sfruttare fin oltre il necessario il materiale a disposizione.
Pur con tali arrangiamenti, comunque, questo primo capitolo rimane decisamente solido e brilla in numerosi aspetti come la veste tecnica, che esalta con una fotografia eccezionale ed effetti speciali ben riusciti (pur con qualche abuso di CG), o per il cast che si rivela decisamente azzeccato ed alterna vecchie conoscenze a new entry tutte ben caratterizzate e con ruoli attivi nella storia.
Un'ultimo appunto riguarda il cambio della voce doppiante di Gandalf affidata ora a Gigi Proietti, scelta che ha fatto storcere il naso a più di qualche fan prima dell'uscita nelle sale ma che può dirsi decisamente azzeccata e decisamente all'altezza del compito.
In definitiva quindi il film in sè è decisamente godibile ed offre un valido prequel per "Il signore degli anelli" anche se è d'obbligo tenere qualche riserva sulla riuscita della trilogia nel suo insieme.


PRO
- Si ritorna nel mondo di Tolkien.
- Scelte stilistiche e fotografia impeccabili, una meraviglia per gli occhi.
- Gigi Proietti decisamente convincente.

CONTRO
- Trama troppo diluita e scene inserite a forza.
- Chi ha letto il libro sicuramente non gradirà alcune aggiunte completamente inventate.


[Raff] - voto: 5,5
Attesissimo prequel de “Il Signore degli Anelli”, un film che è andato incontro a svariati rinvii e intoppi distributivi e realizzativi e che finalmente ha visto la luce nel dicembre del 2012. Milioni di fan in trepida attesa, e per che cosa? Un polpettone interminabile lontano anni luce dalla mastodontica trilogia alla quale fa riferimento, così come dalle capacità di un regista che in un passato non troppo remoto ci ha fatto sognare ed emozionare (e non solo con la trilogia fantasy tratta da Tolkien). Mancano completamente il senso dell’epica, della monumentalità, e della grandezza (tematica e realizzativa) che ha caratterizzato i precedenti capitoli. Un film puramente, spudoratamente e vergognosamente commerciale, spesso addirittura becero e stupidotto (la scena dei nani che ruttano a tavola e che intonano canzoncine che sembrano uscite da “Biancaneve e i sette nani”). Nulla vieta ad un film di essere meramente commerciale, e tale caratteristica non è per forza un difetto. Ciò che però mi porta ad accanirmi in modo così drastico su di esso è un semplice ed evidente motivo: Peter Jackson ha spartito le quattrocento (circa) pagine del libro di Tolkien in ben tre film. Operazione impensabile, direte voi? Certo! A non quadrare è il fatto che il regista dilati a dismisura il plot portando a quasi tre ore (!) di durata una storia (e faccio riferimento a quella narrata nel film in analisi) che avrebbe necessitato non più di un’ora e quaranta minuti per essere raccontata. Il ritmo così diventa fiacco, il film statico e noioso, lento e pesante, pieno di momenti inutili che altro scopo non hanno se non quello di allungare il minutaggio. Eppure i fan sfegatati delle mitiche avventure di Frodo si riversano in massa nei cinema e, pur accorgendosi dell’evidente differenza qualitativa rispetto alla “vecchia” trilogia, gradiscono e attendono trepidamente il prossimo capitolo. Ma, va detto, non è la prima volta che il regista neozelandese si lascia prendere la mano da “eccessi di sceneggiatura”: basti vedere “Amabili resti” (2009), film nel complesso riuscito seppur danneggiato da quella scarsa capacità di sintesi che lo ha portato a prolungarsi a una durata eccessiva.
Ci vien quindi male al cuore a pensare che in origine “Lo Hobbit” avrebbe dovuto dirigerlo Gulliermo del Toro, cineasta cupo e riflessivo, abilissimo nel creare mondi fantastici, dall’impronta fiabesca piuttosto che epica (vedi “Il labirinto del fauno”, 2006), e che quindi si sarebbe probabilmente rivelato restio a dar corpo a personaggi (mi riferisco ai nani) che invece qui paiono usciti dalla più infantile e stracotta produzione Disney.



PILLOLE CINEFILE
- Jackson inizialmente era riluttante a prendere in mano la regia di questa nuova trilogia perchè aveva paura dei nani. Paura che pare aver superato durante le riprese.
- Jed Brophy, che interpreta il nano Nori, è l'attore maggiormente presente in tutti e 6 i film sull'universo di Tolkien. Oltre al nano, infatti, nella prima trilogia ha interpretato numerosi orchi in quasi tutte le scene di battaglia.
- Durante una delle ultime scene di battaglia, Richard Armitage si è rotto un labbro sbattendo contro il suo stesso scudo, ma l'effetto era così realistico che hanno deciso di rinviare la medicazione per riuscire a girare in quello stato anche la scena successiva.
- Parecchie scene sono state girate con la tecnica della "slave motion cam" che prevede di girare la stessa scena due volte con gli attori presenti in set diversi per poter rendere la differenza di altezza dei protagonisti.
- Inizialmente Martin Freeman (Bilbo) avrebbe rifiutato la parte in quanto le riprese si sarebbero sovrapposte a quelle del serial "Sherlock", poi slittate rendendo possibile la parte.
- Vestire e truccare i nani è costato più di 10000 dollari per ognuno, contando anche le parrucche e le barbe finte.
- L'elfa Tauriel e Legolas non sono presenti nella storia originale e sono stati introdotti da Jackson con l'intento di approfondire la parte di trama dedicata agli elfi e collegare maggiormente il film alla precedente trilogia (scelta decisamente discutibile a mio parere).
- I set usati nel film sono gli stessi usati nel "Signore degli anelli" mentre gli effetti digitali sono stati ricreati da zero perchè quelli usati precedentemente erano diventati obsoleti.
- La città di Dale, quella ai piedi della montagna, è stata creata ispirandosi a Venezia, vista anche la mancanza di dettagli forniti da Tolkien nel libro.
- I piedi degli hobbit non sono più ricreati incollando delle protesi alle gambe degli attori (come nel "Signore degli anelli"), ma sono ottenuti con degli "stivaletti" molto più facili da indossare.

CAST
Martin Freeman: Bilbo Baggins
Ian McKellen: Gandalf
Richard Armitage: Thorin
Ken Stott: Balin
Graham McTavish: Dwalin
Aidan Turner: Kili
Dean O'Gorman: Fìli
Mark Hadlow: Dori
Jed Brophy: Nori
Adam Brown: Ori
John Callen: Oin
Peter Hambleton: Glòin
William Kircher: Bifur
James Nesbitt: Bofur
Stephen Hunter: Bombur
Cate Blanchett: Galadriel
Ian Holm: Bilbo Baggins (anziano)
Christopher Lee: Saruman
Hugo Weaving: Elrond
Elijah Wood: Frodo Baggins
Andy Serkis: Gollum
Sylvester McCoy: Radagast
Manu Bennett: Azog

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