PRISONERS

Scritto da Jacopo Braghiroli - 20/03/14
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DATI
Regia: Denis Villeneuve
Sceneggiatura: Aaron Guzikowski
Durata: 153 minuti
Anno: 2013

[Jaco] - voto: 7,5
[Raff] - voto: 8,5


[Jaco] - voto: 7,5
La famiglia Dover conduce una vita serena in una tranquilla cittadina dello stato della Pennsylvania, ma durante i festeggiamenti per il Giorno del Ringraziamento la piccola  Anna improvvisamente scompare nel nulla assieme alla coetanea Joy Birch, figlia di amici di famiglia. Keller, il padre di Anna (Hugh Jackman), sospettando del misterioso camperista che si aggira nella zona inizia le ricerche delle due piccole assieme al detective Loki (Jake Gyllenhaal). 
Grande interpretazione di tutti i protagonisti, due ore di film che vi terranno incollati alle poltrone in attesa di scoprire cosa è successo e perchè è successo. Un vero thriller ricco di suspance e colpi di scena. Questo film si potrebbe collocare idealmente tra Giustizia Privata con Gerard Butler e Zodiac (nel quale recita Gyllenhaal sempre nelle vesti di detective). Chi, come il sottoscritto, aveva trovato difetti nei due titoli citati, rispettivamente un finale poco soddisfacente e una dilatazione dei tempi eccessiva, qui potrà sentirsi probabilmente più appagato. Consigliato a tutti.

PRO
Ottima narrazione e grande recitazione dei protagonisti
I grandi eroi risolutori di ogni situazione tipici dei film di questo genere vengono ridimensionati e resi più umani

CONTRO
Qualche cliché relativo al genere, fobia post 11 Settembre, il padre di famiglia "mi-faccio-giustizia-da-solo".

PILLOLE DI CINEMA
Il progetto iniziale prevedeva gli attori Mark Wahlberg e Christian Bale come protagonisti e Bryan Singer come regista, ma tutto saltò, così come la seguente scelta su Leonardo DiCaprio per il ruolo di Keller Dover.




[Raff] - voto: 8,5
Film come “Prisoners” sono da conservare con cura nella propria memoria in primis, ed eventualmente nella propria collezione in secundis, perché sanno scavare a fondo nei personaggi (timorati, dubbiosi, deboli e impotenti; in una parola prigionieri, tanto di sé stessi quanto delle circostanze) facendosi al contempo specchio della contemporaneità (il tema tutto attuale della tortura a scopo di estorsione di informazioni). Ma questo è solamente uno dei tanti pregi del film di Villeneuve. Uno dei suoi meriti più grandi è quello di tenere costantemente alta la tensione per tutte le quasi due ore e mezzo di durata, come solo “Zodiac” (2007) di David Fincher, grandissimo regista del quale questo film è indubbiamente all’altezza. Si aggiunga poi un cast da dieci e lode (Jackman su tutti), un’atmosfera torbida, umida, cupa, quasi malsana a fare da sfondo alla vicenda. A rendere poi il tutto sublime elevandolo da una media già alta è la fotografia di Roger Deakins, per la quale la pellicola si è aggiudicata una nomination all’Oscar, statuetta andata poi al meno meritevole “Gravity”. Un thriller semplicemente perfetto, attraversato da un clima teso e da una rabbia a tratti urlata con furore, che chiude in bellezza con un grande finale (del quale sarebbe un’infame bestemmia fare spoiler) a metà tra il sospeso e il conciliatorio. Da vedere sul serio. Meglio se in una fredda notte d’inverno.


CAST
Hugh Jackman: Keller Dover
Jake Gyllenhaal: Detective Loki
Maria Bello: Grace Dover
Terrence Howard: Franklin Birch
Paul Dano: Alex Jones
Viola Davis: Nancy Birch
Melissa Leo: Holly Jones
Mike Gassaway: Detective Rand
Dylan Minnette: Ralph Dover
Len Cariou: Padre Dunn
Wayne Duvall: Capitano Richard O'Malley
Brad James: Carter

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