LOGAN

Scritto da Jacopo Braghiroli - 04/03/17
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DATI
Regia: James Mangold
Soggetto: Roy Thomas, Len Wein, John Romita Sr. (personaggio), Mark Millar, Steve McNiven (fumetto)
Sceneggiatura: Michael Green, Scott Frank, James Mangold
Durata: 137 minuti
Anno: 2017

[Jaco] - voto: 8,5
[Raff] - voto: 8
Trailer

[Jaco] - voto: 8,5
In un futuro prossimo, uno stanco Logan si prende cura di un malato Professor X in un nascondiglio al confine col Messico. Ma i tentativi di Logan di nascondersi dal mondo e dalla sua eredità finiscono quando un giovane mutante arriva, inseguito da forze oscure.
Ultimo e conclusivo capitolo sulle avventure del mutante artigliato interpretato dal sanguigno Hugh Jackman, che in questa occasione riesce a dare veramente tutto se stesso in una performance carica di emozioni, dolore e umanità per scrivere la catartica parola "fine" sulla saga degli X-Men aperta nell'ormai lontano 2000 con la regia di Bryan Singer. Si chiude così un ciclo, perchè anche se Wolverine è solo uno degli innumerevoli protagonisti del brand, che proseguirà (rimane da capire se bene o male) nei prossimi anni, la sua storia e le intense interpretazioni che il buon Jackman ha saputo regalarci in questi anni, facendo totalmente suo il personaggio, resteranno nell'immaginario comune indelebilmente. In questo crepuscolare Logan, diretto e scritto magistralmente da un rinato James Mangold (reo del precedente dimenticabilissimo Wolverine - L'Immortale), il cinecomic patinato fatto di scazzottate, battute, ed eroi senza macchia e senza problemi viene (finalmente?) abbandonato, lasciando il posto alle dinamiche della vita comune, dove emergono desideri di sopravvivenza, rimorsi per errori passati e speranze di redenzione. L'amarezza di una vita sempre al limite e di un esistenza fatta di fughe senza tregua dalle continue minacce emerge tutta in questa ultima avventura del supereroe più perseguitato di sempre, offrendoci una vivida e cruda parabola sulla natura dell'uomo, sul senso dell'esistenza e sullo scorrere del tempo. Logan non propone le ennesime riflessioni retoriche o il solito fan service becero, marchi di fabbrica del filone supereroistico degli ultimi tempi, avendo il buon gusto e la sapienza di offrire un prezioso e degno epilogo alle vicende del personaggio e all'impegno dell'attore che in questi anni ha saputo regalarci brividi, risate ed esaltazione. Grazie di tutto Hugh.


[Raff] - voto: 8
Anziché accompagnato da musica pomposa ed effetti digitali, il titolo compare nella più anonima delle circostanze, neanche al centro dell’inquadratura ma a margine; immediatamente dopo giunge la furia splatter, e già qui capiamo di trovarci di fronte a qualcosa di completamente diverso (dai precedenti X-Men, dall'universo Marvel nel suo complesso e dalla dimensione patinata e fastidiosamente goliardica che ha sempre permeato questo tipo di operazioni). Dopo aver creato e pedissequamente inseguito il mito, al cinema supereroico piace distruggerlo, mostrarlo perdente o sbandierarne il lato oscuro per – paradossalmente – donargli nuova linfa vitale e restaurato fascino. Fino ad ora si è quasi sempre trattato di falsi allarmi: guardate il terzo capitolo della trilogia di Spider-Man prima e di Iron Man poi, o il più recente Captain America: Civil War. Tutti film, questi, nei quali pareva che l'eroe dovesse subire un ribaltamento morale in negativo, tanto è vero che si arriva addirittura alla guerra (per l'appunto civile) tra gli stessi. Eppure niente: zero ambizioni, nessuna traccia di sangue o cattiveria, dolore o rabbia, autentica sconfitta o dilemmi morali palpabili. Poi ecco questo "Logan", che non sposta l'asticella del cinema e, alla fin fine, si trova comunque a dover rispondere a esigenze di blockbuster. Però quanta carica e quanta veemenza! Nel dispiegarsi come un road movie di matrice classica e spiazzando di continuo lo spettatore con risvolti refrattari alla prevedibilità (miracolo per un film di questo tipo!), Logan avanza come un western crepuscolare, aspetto dal quale scaturisce il gigantesco parallelismo con Shane (1953), pellicola citata testualmente e il cui protagonista trova nel personaggio di Logan un alter ego resuscitato. James Mangold può permettersi di toccare i classici così da vicino perché, a differenza di molte sue precedenti prove, è questa volta in grado di render loro giustizia. L'atmosfera profondamente malinconica, i dilanianti abissi interiori e la senilità manifesta dei protagonisti si impongono come macigni giganteschi di un immaginario reale, concreto, vivo e pulsante, definitivamente estraneo alla dimensione fumettistica; a ragion di ciò, nel momento in cui lo stesso fumetto degli X-Men letto dalla ragazzina viene letteralmente (rin)negato da Wolverine, si sfiora perfino il discorso metatestuale. Al netto dell'anima ludica della saga, ecco quindi un film in grado di ripagare le promesse: gli eroi diventano vecchi e si trovano a dover convivere con il disfacimento dei propri corpi e con la propria natura mortale, la gloria è sparita dall'orizzonte, gli effetti speciali cedono il posto all'introspezione e, finalmente, il cinema riesce a distruggere il mito. Quanto e se tale distruzione sia definitiva non posso spoilerarvelo, ma una cosa è certa: quella X ricavata da una croce smuoverebbe lacrime a una pietra, soprattutto con Johnny Cash nei titoli di coda a seguirla.  Questo epitaffio magnifico e meravigliosamente umano è, assieme a The Winter Soldier, il miglior film scaturente dall'universo Marvel, un risultato altissimo per ottenere il quale bastava poco: un tocco di cuore e lungimiranza volti a mettere la crudezza in primo piano e ostentanti il sacrosanto coraggio di fregarsene del miope limite del divieto ai minori. È la terza pellicola dedicata al personaggio di Wolverine e la nona con riferimento agli X-Men nel loro complesso: peccato non esserci arrivati prima. PS: nessuna comparsetta post-titoli di coda, a ragion di coerenza col resto.
 


CAST
Hugh Jackman: Logan / Wolverine / X-24
Patrick Stewart: Charles Xavier / Professor X
Richard E. Grant: Dr. Zander Rice
Boyd Holbrook: Donald Pierce
Stephen Merchant: Calibano
Dafne Keen: Laura Kinney / X-23
Eriq La Salle: Will Munson
Quincy Fouse: Nate Munson
Elizabeth Rodriguez: Gabriela
Jason Genao: Rictor
James Handy: dottore anziano
Lennie Loftin: Jackson

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