T2 TRAINSPOTTING

Scritto da Raffaele Mussini - 07/03/17
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DATI
Regia: Danny Boyle
Soggetto: Irvine Welsh (romanzi)
Sceneggiatura: John Hodge
Durata: 117 minuti
Anno: 2017

Voto: 7
Trailer

Scegliete di andare al cinema, con lo spirito di chi ha lasciato il cuore in quel lontano 1996 ma conserva ancora grandi aspettative. Scegliete la vostra sequenza preferita: scegliete Spud che precipita dal grattacielo e Mark Renton che lo prende tra le braccia, scegliete un appartamento che diventa un campo da calcio, scegliete l'ilarità di un inno improvvisato in un pub, scegliete di cantare in coro Radio Ga Ga dopo esservi fatti un'ultima pera mentre sulle pareti del vostro appartamento svettavano proiezioni pseudo-psichedeliche. Scegliete di dimenticarvi le falle e gli eccessi, come la corsa nuda di Sick Boy e Mark o l'inutile cameo di Diane. Scegliete di non ricordare, scoprendovi incapaci di ascoltare un vecchio vinile di Iggy Pop a vent’anni dall’ultima volta, e scegliete invece di farlo, di rievocare tutto per un istante, rivedendo voi stessi correre all'impazzata per le strade di Edimburgo quando tutto ebbe inizio. Scegliete di non innamorarvi, ma di ridurre il tutto a una scopata, perché in fondo è quello che gli spettatori si aspettavano dall'inizio del film. Scegliete di fare una cazzata colossale, come quella di Spud nell’epilogo, atta a sancire la natura ciclica di quell’unico grande sbaglio che è la vostra vita. Scegliete una frase da mandare a memoria, come l'illuminante monologo di Mark al ristorante, nuova lucida esposizione dello status quo 2.0. Scegliete di perdonare Danny Boyle, perché alla versione originale di Lust For Life ha scelto di piazzare l'abominevole remix dei Prodigy. Scegliete se accettare o meno un finale terribilmente inconcludente, che rovina tutto e ci fa uscire dalla sala delusi, ma che potrebbe invece essere consapevolmente e volutamente tale perché, forse, è proprio la vita stessa ad essere terribilmente inconcludente. Scegliete il vostro personaggio preferito, in mezzo a un quartetto di performance dalle quali non si poteva pretendere nulla di meglio. Scegliete di abbracciare o respingere il discorso metatestuale che si dispiega progressivamente nell'ultima parte. Scegliete di non fare troppi paragoni col modello originale, ma di godervela, di divertirvi e basta, di vederlo come la mera operazione nostalgica che è, più che come un aggiornamento vero e proprio di quello che fu. Scegliete di leggere Irvine Welsh. Scegliete il passato. Scegliete di tornare agli anni '90, quando eravate giovani e potevate ancora scappare, perché c'era pur sempre un posto in cui rifugiarsi, fuggendo da tutto e iniziando una nuova vita. Scegliete, quindi, di accettare il presente in cui vivete, dove invece non c'è nessun posto in cui andare, e si può solo tornare a casa disillusi, convivendo con i propri sbagli e la propria imprescindibile senilità. Scegliete di non uscire dal tunnel, oppure scegliete di farlo, accorgendovi di come non vi sia nulla al di fuori di esso. Scegliete la riconciliazione, sperando che la vita vi dia nuovamente la possibilità di fare delle scelte, e al contempo rimpiangendo quelle che avete fatto in precedenza. Prendete consapevolezza di come questo sequel, bello o brutto che lo vogliate considerare, ben si presti (in maniera inconscia e inconsapevole) alla triste rappresentazione di una desolante contemporaneità votata alla tabula rasa di prospettive e obiettivi. Quindi, spaventati da ciò, rifugiatevi in un'ennesima, appagante, visione del primo "Trainspotting".


CAST
Ewan McGregor: Mark 'Rent Boy' Renton
Jonny Lee Miller: Simon 'Sick Boy' Williamson
Ewen Bremner: Daniel 'Spud' Murphy
Robert Carlyle: Francis 'Franco' Begbie
Kelly Macdonald: Diane Coulston
Scot Greenan: Frank Jr.
Steven Robertson: Stoddart
Anjela Nedyalkova: Veronika Kovach
Pauline Turner: June
Pauline Lynch: Lizzy
James Cosmo: sig. Renton
Eileen Nicholas: sig.ra Renton
Shirley Henderson: Gail Houston
Irvine Welsh: Mikey Forrester
Bradley Welsh: Doyle
Gordon Kennedy: Tulloch
Amy Manson: donna nel club

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