THE BLAIR WITCH PROJECT

Scritto da Raffaele Mussini - 02/03/17
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DATI
Regia: Daniel Myrick, Eduardo Sanchez
Sceneggiatura: Daniel Myrick, Eduardo Sanchez
Durata: 86 minuti
Anno:1999

Voto: 8,5

Il successo di “The Blair Witch Project” deriva in gran parte un’operazione di marketing volta a spacciare gli eventi narrati come veri (espediente che avrebbe utilizzato gran parte degli horror a venire, seppure con alterna efficacia). Il film segna una svolta radicale nel genere (e un po’ nel cinema tutto), rompendo con la tradizione slasher che aveva dominato gli anni 90’ (“So cosa hai fatto”, “Scream”, “Urban Legend”, ecc.) e approdando invece nel cosiddetto “mockumentary”. La trama è elementare, ma la realizzazione pseudo-documentaristica porta lo spettatore a diretto contatto con la storia e le circostanze, spostando lo stesso piano narrativo a un livello superiore, più ravvicinato e “concreto”. Il film è contenuto e pacato nel mettere in scena il crescendo di angoscia che lo attraversa e il terrore viene “mostrato” attraverso i sussurri e le grida notturne dei personaggi che man mano scompaiono. La paura quindi nasce dai rumori sentiti dai protagonisti dalla propria tenda (quindi da ciò che non si vede), dal senso di smarrimento generale e da un finale mozzafiato che, paradossalmente, non mostra (appunto) nulla. Il vero protagonista è il bosco: salvo rari casi, mai si è vista un’ambientazione sfruttata in modo così efficace (almeno nel campo dell’horror). Cult movie imprescindibile, modello per il cinema a venire, estremamente semplice e sobrio eppure portatore di sequel e seguaci. Nonostante la struttura del finto documentario fosse già emersa in passato (vedi “Zelig” di Woody Allen e “This is Spinal Tap” di Rob Reiner), qui raggiunge una forma compiuta e definitiva: un lavoro audace e sperimentale sulla soggettività (e quindi anche sullo sguardo). In un mondo (il nostro) che ha visto troppi orrori e dove quindi la finzione cinematografica non basta quasi più, si cerca di attingere alla realtà. Questo, per ragion di logica, dovrebbe portarci a temere un’imminente morte del genere horror, che di finzione invece si nutre. Ma più che di morte, grazie a quest’opera possiamo invece parlare di rinascita.

 
CAST
Heather Donahue: Se stessa
Joshua Leonard: Se stesso
Michael C. Williams: Se stesso

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