ROBOCOP (2014)

Scritto da Jacopo Braghiroli - 23/05/14
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DATI
Regia: José Padilha
Soggetto: Michael Miner e Edward Neumeier
Sceneggiatura: Nick Schenk, James Vanderbilt, Joshua Zetumer
Durata: 121 minuti
Anno: 2014
[Jaco] - voto: 7
[Raff] - voto: 4


[Jaco] - voto: 7
Reboot del famoso film del 1987 targato Paul Verhoeven (quanti cult ci ha regalato quest'uomo?! Atto di Forza, Basic Instinct, Showgirl, Starship Troopers, L'uomo Senza Ombra...) sembrava non promettere nulla di che, invece è stata una discreta sorpresa. Si riprende la storia originale dell'agente Alex Murphy, che dopo un terribile incidente si ritrova cavia prediletta dell'azienda OmniCorp, intenzionata a salvargli la vita per sperimentare una nuova tecnologia al fine di interfacciare l'uomo ai robot. L'america che ci viene qui presentata detiene il monopolio sulla produzione di automi da combattimento e rifornisce vari paesi esteri. La legge Dreyfuss vieta la messa sul mercato di tali macchine sul territorio americano, ma Alex potrebbe diventare lo stendardo (involontario, manovrato dai desideri di espansione della OmniCorp) per abrogare tale legge e convincere l'opinione pubblica dell'utilità e della sicurezza della tecnologia applicata alla difesa dei civili. Parallelamente si indaga sulle losche macchinazioni dietro all'incidente di Murphy, in una lotta contro le autorità e contro la sua nuova natura di macchina. Come gestirà la sua vita, e come evolveranno i rapporti con la sua famiglia  ora che è diventato un cyborg? Il film ha il pregio di sviluppare molto bene tutte queste tematiche, è molto meno blockbuster di quanto si pensasse all'annuncio della sua uscita, l'eccellente cast (Gary Oldman, Samuel L.Jackson, Michael Keaton...) non delude, così come gli effetti speciali ben realizzati e non invadenti ma utili al comparto narrativo. Manca purtroppo il marchio di fabbrica dell'originale, ovvero la violenza e le battute ciniche, anche se nel 2014 una pellicola come quella del 1987 non sarebbe stata riproponibile l'edulcorazione forzata di tali opere è una mossa che non comprendo. Consiglio il film a tutti, anche se obbligatoria sarebbe la visione del Robocop originale.
Era necessario un ennesimo reboot? No.


PRO
La mitologia di Robocop riletta in chiave moderna, con più serietà
Personalmente pollice in su per il nuovo design di Murphy e per l'assenza di una CGI invadente (preferisco questo ad Ironman)

CONTRO
Nell'originale Alex veniva brutalmente crivellato di colpi di fucile da una banda di malviventi. Qui "l'incidente" che porterà l'agente a diventare Robocop è poverissimo di pathos.
Si perde la violenza ed il cinismo dell'originale.
Nonostante la buona prova, personalmente penso che non si sia sviluppata al meglio la figura di Alex/Robocop, ed i dissidi interni che l'agente vive ora che sarà legato per sempre ad una macchina.



[Raff] - voto: 4
Quando al ruggito del leone della MGM, logo sempiterno, viene sostituito il mugugno di Samuel L. Jackson, si comincia già a sentire puzza di bruciato. Al di là di questa piccola e puerile considerazione, ci troviamo di fronte a un film disarmante dal punto di vista narrativo: arranca per quasi due ore insopportabili fatte di chiacchiere interminabili, a grado zero di ritmo e coinvolgimento, dove i dialoghi si susseguono senza soluzione di continuità e non vi sono fatti, non c’è pathos, non c’è la carne e il dolore dell’originale, né tantomeno l’ironia che lo ha contraddistinto. L’uomo-robot viene conteso per tutto il film da media, politici, scienziati e via dicendo, senza che il plot (quasi inesistente) ci dia motivo di continuare a guardare la pellicola. Personaggi poco interessa(n)ti discutono per tutto il tempo sul vuoto, in costante bilico tra la legittimazione del progresso e l’idolatria del Dio denaro. Ma si parte dal niente per arrivare al nulla, stravolgendo lo schema di base (ovvero quello del film di Veroheven) quando sarebbe stato necessario rimanere ad esso ancorati, e replicandone però le strutture dove invece avrebbero giovato delle variazioni, quelle proprie di un remake che – oltre che intelligente – possa definirsi soprattutto innovativo. Il supercast gigioneggia nell’assenza di spettacolo, e l’unica sequenza che si salva è quella che vede il protagonista, già trasferito nel suo nuovo corpo metallico, insistere per osservare i propri resti e rimanere quindi inorridito di fronte a ciò che si trova davanti: un pugno allo stomaco efficace. È veramente brutto e triste vedere un film e implorarne la fine quando si è arrivati solo a metà.Speriamo davvero di non sentire mai più parlare dell’esordiente Padilha.


PILLOLE CINEFILE
Nel film vi sono strizzate d'occhio al " Mago di Oz " del 1939: durante la prima simulazione virtuale tenuta da Alex Murphy, Rick Maddox mette come brano di sottofondo quello cantato dall'Uomo di Latta; Maddox per più volte affibbia l'appellativo "uomo di latta" a Robocop sempre riferendosi al personaggio prima citato.

CAST
Joel Kinnaman: Alex Murphy / RoboCop
Gary Oldman: Dr. Dennett Norton
Michael Keaton: Raymond Sellars
Samuel L. Jackson: Patrick "Pat" Novak
Abbie Cornish: Clara Murphy
Jay Baruchel: Tom Pope
Aimee Garcia: Jae Kim
Jackie Earle Haley: Rick Maddox
Jennifer Ehle: Liz Kline
Marianne Jean-Baptiste: Karen Dean
Michael K. Williams: Jack Lewis
Douglas Urbanski: Sindaco Durant
Zach Grenier: Senatore Hubert Dreyfuss
John Paul Ruttan: David Murphy
Patrick Garrow: Antoine Vallon

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