MELANCHOLIA

Scritto da Jacopo Braghiroli - 30/05/14
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DATI
Regia: Lars von Trier
Sceneggiatura: Lars von Trier
Durata: 130 minuti
Anno: 2011

Voto: 8,5
Trailer


Lars Von Trier divide il pubblico, sia per quanto riguarda la sua vita privata, sia per quanto riguarda il suo stile. Ma se mettete in dubbio l'estro e la tecnica coi quali riesce a portare su pellicola messaggi ed immagini così potenti da oltrepassare lo schermo e infondersi nello spettatore allora il cinema con la C maiuscola non fa per voi. Melancholia è una fotografia chiara e completa della malinconia che può affliggere chiunque, è l'essere consapevoli dell'inevitabilità dei fatti, è il dissolversi di ogni emozione, è il perdere qualsiasi forza e qualsiasi volontà di perseguire uno scopo, una missione, una passione, inutili agli occhi dell'universo. Il film, dopo un breve prologo al rallenty che immerge lo spettatore in un ambiente quasi onirico, ricco di immagini evocative sulla potenza della natura e sull'impotenza dell'uomo di fronte ad essa, passa a presentarci le due principali protagoniste, le sorelle Justine e Claire. La prima segnata da una profonda depressione alternata a momenti di entusiasmo e serenità, la seconda metodica e spaventata dall'imprevedibilità della vita. Sarà la depressione di Justine ad inglobare tutto e tutti, il positivismo di Claire e del marito, o si arriverà ad una comunione di questi opposti? Buona visione!


PRO
La fantascienza che fa da sfondo al film è meravigliosa.
Ottimo cast, Lars conosce bene i suoi polli.

CONTRO
Vietato ai depressi cronici.

PILLOLE CINEFILE [attenzione SPOILER!]
Nonostante il film introduca la tematica della distruzione totale tanto cara al cinema catastrofista lo fa come metafora dello stato d'animo di cui il film porta il nome. La bravissima Kirsten Dunst, personificazione dello stato depressivo del regista (per saperne di più sulla vita di Trier basta guardare wikipedia) è la portavoce di chi non crede più in nulla, sul lungo periodo ogni azione perde qualsiasi scopo. Il pianeta errante Melancholia è solo il pretesto per un'analisi approfondita sulla vacuità della vita, a cui cerca di opporsi Claire, ed a cui il marito John non crede, ma che entrambi dovranno accettare, più o meno drammaticamente, col proseguo della storia, constatando infine che l'unica persona veramente lucida è Justine.

- Possiamo notare lo stesso font del titolo utilizzato per Antichrist (2009), come a voler rimarcare il filo conduttore della trilogia del regista sulla "fine del mondo".
- La malinconia è un peso che schiaccia verso il basso: nel prologo Justine vestita da sposa è strattonata da radici e rami, Claire affonda fino ai polpacci nel campo da golf, Justine galleggiando su un corso d'acqua come l'Ophelia dell'Amleto nel dipinto di Millais scorre verso il fondo dello schermo.
- La scena della libreria: Justine sostituisce tutte le riproduzioni dei quadri astratti di Claire con quelle de Il ritorno dei cacciatori di Pieter Brueghel il Vecchio, dell’Ophelia di Millais, de Il paese di cuccagna dello stesso Brueghel, del Davide con la testa di Golia di Caravaggio. Dalla scena è rimosso il quadro chiave più importante: la Malinconia di Lucas Cranach il Vecchio, di cui esistono varie versioni, una delle quali esposta allo Statens Museum di Copenhagen: alata e con una veste rossa (colore col quale appare il pianeta Melancholia alle prime osservazioni), la figura intaglia un ramo (come fa Justine mentre costruisce la capanna alla fine del film), ai suoi piedi delle pernici (che precipitano a terra dietro il primo piano iniziale del film). Nella versione del Museo di Unterlinden di Colmar si aggiunge un particolare: un puttino si dondola su un’altalena; forse proprio quella che vuole montare Michael nel terreno coltivato ad alberi da frutto che ha acquistato per alleviare l’angoscia di Justine. Ma ciò che rende il dipinto così prezioso per l’interpretazione del film è che, in tutte quante le versioni, dalla grande finestra sullo sfondo si erge minacciosa una nuvola nera con i quattro cavalieri dell’Apocalisse che si stanno rapidamente approssimando.
- Il gioco dei fagioli: Justine sa cosa accadrà fin dall'inizio, così come conosce il numero esatto dei fagioli contenuti nel vaso che gli invitati al banchetto nuziale avrebbero dovuto indovinare: 678. È un caso che nella ghematria cabalistica, la quale assegna un valore numerico ad ogni lettera ebraica, il numero 678 corrisponda al sintagma Het ra, traducibile come «Temutissimo male»?
- Il film è ricco di immagini sul dualismo, le due sorelle sono contrapposte nei caratteri e nell'aspetto (una mora l'altra bionda), Claire è ripresa più volte sotto una calda luce solare mentre Justine, assorta nei pensieri sul pianeta errante, improvvisa addirittura un bagno di luce di Melancholia completamente nuda in riva al fiume. Justine non sente la tensione e la paura di perdere tutto, questo perchè come depressa è sempre pronta al peggio, diversamente da Claire, come vediamo nell'ultima scena: Justine e il piccolo nipote Leo si tengono per mano, mentre Claire si stacca da loro portandosi le mani alla testa in un ultimo gesto di terrore.
- Nomi: Justine può richiamare "justice", è la portatrice della conoscenza ultima e della giustizia divina che spazzerà via l'uomo, essere troppo malvagio e vuoto dall'universo. Claire richiama "clear", chiaro, pulito, è l'immagine di se che si vuole far trasparire agli altri, anche se è fragile e presto destabilizzabile. Anagrammando i due nomi otteniamo "real injustice".
- Non vi è soluzione, non vi è rifugio, non si può fuggire all'inevitabile: l'ambiente in cui si muovono i protagonisti è statico e immutato nel tempo, non conosciamo altro ambiente al di fuori del perimetro magione. I cavalli non osano oltrepassare il ponticello di legno nel bosco, così come il golf car, che si spegne nei suoi pressi. Il campo da golf che circonda la casa ha 18 buche, ma nella scena in cui Claire cerca di scappare attraversandolo vediamo un fantomatico paletto "buca 19", che non riuscirà a superare, tornando infatti verso casa. Nel gergo golfistico è utilizzato per dire "usciamo dal campo".

Spero che questo "dietro le quinte" vi sia piaciuto, per ulteriori dettagli approfonditi vi consiglio ovviamente di immergervi in Google!


CAST
Kirsten Dunst: Justine
Charlotte Gainsbourg: Claire
Kiefer Sutherland: John
Alexander Skarsgård: Michael
Brady Corbet: Tim
Cameron Spurr: Leo
Charlotte Rampling: Gaby
Jesper Christensen: Little Father
John Hurt: Dexter
Stellan Skarsgård: Jack
Udo Kier: Wedding planner

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