THE GREEN INFERNO

Scritto da Raffaele Mussini - 15/02/16
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DATI
Regia: Eli Roth
Sceneggiatura: Guillermo Almoedo, Nicolás López, Eli Roth
Durata: 103 minuti
Anno: 2015

Voto: 5,5








Diventato già leggenda ancor prima di uscire nelle nostre sale, The Green Inferno è il terzo film di Eli Roth dopo Cabin Fever e i due capitoli di Hostel. Quindi eccolo finalmente qui, con un divieto ai minori di 18 che altro non è se non l’ennesima trovata commerciale (perché di tale divieto davvero non c’era bisogno; vedere per credere). La prima parte è straordinaria: replicando lo schema del proprio Hostel, Eli Roth ci trascina in un viaggio in terra straniera che intrattiene e coinvolge. È in questi primi cinquanta minuti di film che il regista sa costruire un efficacissimo climax di tensione che ammalia lo spettatore curioso quanto impaziente di giungere al momento del massacro. L’impatto con quest’ultimo è a dir poco spiazzante: la sequenza della prima uccisione entra nella Storia dello splatter. Da lì in avanti sarebbe stato lecito aspettarsi il peggio/meglio. Invece no. Roth arretra colpevolmente di fronte a sé stesso, al filone che omaggia e – soprattutto – alla propria gloriosa seppur ancora breve carriera di sadico e perverso cineasta. Non solo; macchia l’opera di evitabili trivialità e alcune assurde trovate (SPOILER: quella della marijuana tra tutte), smorzando irreparabilmente la tensione che si era andata a costruire. Più che il sangue, a riempire Green Inferno è una miriade di frecciatine: al capitalismo corrotto sottostante a tutto, alla tecnologia, all’inconsistenza che si cela dietro a tante associazioni ambientaliste o comunque votate a beneficenza, agli stili di vita più o meno alternativi. Buoni propositi, nobili intenzioni. Ma sono appunto solo accenni, idee fugaci che periscono di fronte all’incostanza di un regista rovinosamente indeciso tra il perseguimento di un genere e dei suoi eccessi, o l’approfondimento delle interessanti tematiche di cui prima. In definitiva un film irrisolto e imperfetto, tranquillamente guardabile ma innegabilmente deludente, che di Cannibal Holocaust (modello ambito da Roth – negli intenti ma non nella sostanza – per la realizzazione del film in analisi, come evidente dal ringraziamento al Nostro presente in fondo ai titoli di coda) conserva solo la mera idea di base del plot (gruppo di americani si avventura nelle foreste amazzoniche e viene sbranato dai cannibali). Gran peccato, perché le carte in tavola per realizzare uno degli horror più belli degli ultimi anni ci sarebbero state tutte.


CAST
Lorenza Izzo: Justine
Ariel Levy: Alejandro
Aaron Burns: Jonah
Sky Ferreira: Kaycee
Nicolás Martínez: Daniel
Kirby Bliss Blanton: Amy
Daryl Sabara: Lars
Magda Apanowicz: Samantha
Matías López: Carlos

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