FURIA BIANCA

Scritto da Raffaele Mussini - 10/02/16
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DATI
Regia: Byron Haskin
Sceneggiatura: Philip Yordan, Ranald MacDougall
Durata: 95 minuti
Anno: 1954

Voto: 7,5










Su “Furia bianca” è stato detto e scritto pochissimo e l’opera è invecchiata male, finita nel dimenticatoio per essere recuperata in dvd (con scarso successo) in una collana di film d’avventura.
Me lo prestò, quasi per caso, un amico (probabilmente, in un raggio di moltissimi chilometri, fu l’unico – oltre a me – ad averlo visto), e dopo la prima visione me ne innamorai subito.
Intendiamoci: pur essendo oggettivo il suo status di film di culto, non ha certamente il respiro epico dei più grandi capolavori del genere. Ciononostante, chiunque si sia col tempo affezionato al coté classico e debordante trasudante da certe produzioni d’antan, non può non riconoscere in “Naked Jungle” uno spettacolo affascinante.
Senza ostentare il gigantismo pretenzioso di molte superproduzioni ad esso contemporanee, il film di Byron Haskin scaraventa contro lo spettatore i cromatismi di un Technicolor talmente esasperato e sovrabbondante da portarci quasi a dimenticare tutto il contorno.
In quanto al plot, si naviga nel melò più raffinato e sopraffino nella prima parte, per andare incontro all’avventura vera e propria nella seconda, dove veniamo accompagnati in una giungla dai colori accesi, quasi lisergici, che un tripudio di lussureggianti scenografie contribuiscono a rendere seducente.
Nel bel mezzo del ridondante esotismo dell’ambientazione, trova spazio la romantica collisione (a suon di azzeccati scambi di battute) tra la personalità rude e burbera di Rudolph (personaggio costruito su misura per Charlton Heston), e quella aggraziata ma stizzita di Joanna. 
I magnifici effetti speciali dello spettacolare finale sono la ciliegia sulla torta di un’opera che ha tutta la compostezza e il rigore della Hollywood classica.

Furia bianca” è cinema fossile fatto di immagini costrutte, ma in grado di estasiare chiunque sia sensibilmente propenso a soccombere di fronte alla sua incantevole meraviglia spuria, fieramente fittizia e piacevolmente vanitosa.

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