ANTROPOPHAGUS

Scritto da Raffaele Mussini - 07/02/16
Guarda il trailer

DATI
Regia: Joe D'Amato
Sceneggiatura: George Eastman
Durata: 87 minuti
Anno: 1980

Voto: 3









Continuo a chiedermi come mai questo film dell'orrore (e tale dicotomia è riferita non tanto al genere d'appartenenza, quanto alla bruttezza della pellicola) venga considerato dai fan (sì, avete capito bene: questo film ha dei fan. Incredibile ma vero) come l'apogeo dello splatter, accumulatore di altissimi voti nella totalità dei siti dedicati a tale sottogenere. Perché questo, dal momento che lo splatter si confina a giusto tre brevissime sequenze concentrate tra l’altro negli ultimi venti minuti? Una di queste, tra l’altro, costituisce il 95% del motivo della fama di Antropophagus. Faccio ovviamente riferimento a quella del feto divorato: volgarissima, improponibile, inutile, becera e ignorante. Lo scopo di colpire lo stomaco dello spettatore è stato raggiunto in pieno, ma non se ne sentiva davvero il bisogno. Al di là di tale sequenza, ciò che lo rende nel complesso mediocre è soprattutto la piattezza narrativa, colpevole di rendere insopportabile anche gli scarsi 87 minuti di durata. Questo oltre a una regia la cui sciattezza compie il sacrilegio di buttare al vento un plot sulla carta davvero interessante e promettente (in buone mani sarebbe potuto diventare un bell'horror). D'Amato si sforza di creare a tutti i costi una qual certa atmosfera gotico-macabra, e ogni tanto la cosa gli riesce (le vaire sequenze notturne all'interno della villa, nonché quella nella tomba verso la fine), ma rimangono macchiette in un complesso dove dominano noia e lentezza. Se all’inizio infatti l’idea di questi ragazzi confinati su un’isola deserta e costretti a pernottare in un villone abbandonato tiene viva la nostra attenzione, verso metà la trama cessa di esistere, la sceneggiatura accumula buchi, i personaggi gironzolano senza un perché e a dominare sono solo vuoto e staticità. Può essere oggi apprezzato (parolona) per il suo “fascino” scult, ma è talmente fiacco da portare anche lo spettatore più paziente a spegneremmo la tv dopo una quarantina di minuti dall’inizio. Un film sopravvalutato (per quanto possibile e incredibile), un prodotto di nicchia il cui interesse è col tempo aumentato proporzionalmente alla sua difficoltà in quanto a reperibilità. Molto recentemente è invece diventato reperibilissimo nel mercato home video, ma il suo status di film di culto – ahinoi – non ha smesso di perdurare. Se al suo confronto Quella Villa Accanto al Cimitero (1981) e Zombi 2 (1979) di Fulci paiono Shining (1980) e L’Esorcista (1973), non possiamo allora che rimpiangere Buio Omega (1979), precedente horror di D’Amato che almeno era un nonsense dichiarato fin dall’inizio dove lo splatter non si faceva affatto desiderare. Quello è un vero scult coi controfiocchi! Ma guardando alla filmografia del regista nel suo complesso, a questo obbrobrio che è Antropophagus preferiamo quasi i porno esotici.


CAST
Tisa Farrow: Julie
Zora Kerova: Carol
Vanessa Steiger: Maggie
Bob Larson: Harold
Saverio Vallone: Alan
Margaret Donnelly: Ariette
George Eastman: Klaus Wortmann, il mostro
Mark Bodin: Daniel
Rubina Rey: Irina Wortmann
Simone Baker: prima vittima
Mark Logan: seconda vittima
Joe D'Amato: uomo che esce dalla funivia (non accreditato)

Nessun commento:

Posta un commento