SNOWPIERCER

Scritto da Jacopo Braghiroli - 29/03/16
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DATI
Regia: Bong Joon-ho
Soggetto: Jacques Lob, Benjamin Legrand
Sceneggiatura: Bong Joon-ho, Kelly MastersonDurata: 126 minuti
Anno: 2013

[Jaco] - voto: 8,5
[Raff] - voto: 8
Trailer

[Jaco] - voto: 8,5
Verso la fine del 2004, il regista coreano Bong Joon-Ho si recò nella sua abituale fumetteria a Seoul durante la pre-produzione del suo monster movie The Host. Li scovò il fumetto francese Le Transperceneige di Jean-Marc Rochette e Benjamin Legrand, e rimasto affascinato dalle idee presenti in esso decise di portarlo sul grande schermo. Con un budget di 38,2 milioni di dollari, Snowpiercer è diventato la produzione coreana più costosa di sempre. In un futuro non molto lontano il mondo è entrato in una nuova era glaciale ed i pochi sopravvissuti viaggiano in un treno spinto da un fantascientifico motore a moto perpetuo. Il miracoloso mezzo ospita al suo interno una popolazione suddivisa in classi sociali, alla testa si trovano i ricchi che possono usufruire di tutti i comfort e delle ultime risorse naturali strappate al gelo che attanaglia il globo, mentre in coda al treno si trovano segregati in angusti spazi i poveri, sfruttati in varie mansioni per garantire una vita agiata ai passeggeri delle carrozze di alta classe. Da qui parte Snowpiercer, uno dei film migliori degli ultimi anni che ha saputo utilizzare la fantascienza come sfondo per regalare allo spettatore una storia più grande, rappresentazione in scala ridotta del mondo odierno dove il più debole è vessato dal potente e presagio dell'oscuro futuro che potrebbe giungere. Tra i protagonisti il sempre più convincente Chris Evans (Captain America: The Winter Soldier), John Hurt, Jamie Bell, Song Kang-Ho, Tilda Swinton, Ed Harris, per un cast stellare che ha saputo coinvolgere ed emozionare lo spettatore. Tante citazioni ad opere distopiche (Brave New World) e richiami al cinema orientale (tra tutte il piano sequenza della galleria che richiama la scena del combattimento di Old Boy) fanno di questo film un prodotto eccellente, ricco di colpi di scena che terranno lo spettatore incollato allo schermo per sapere cosa succederà. La regia e la fotografia sono perfette, funzionali alla storia, ogni inquadratura ed ogni scena trasmettono una precisa sensazione e nulla è lasciato al caso, creando una mitologia legata al film che rimarrà negli anni a venire come già è successo per capolavori come Blade Runner o Matrix.


PRO
Opera distopica curiosa, ricca di elementi caratterizzanti.
Il mondo racchiuso in un treno.

CONTRO
Personaggi a volte troppo bidimensionali.
Se vi aspettate un blockbuster pugni e pistole questo film non fa per voi.



[Raff] - voto: 8
Ogni tanto, in mezzo a remake e idee stantie comunque ben sviluppate, emergono capolavori innovativi di una lungimiranza inarrivabile (esempi recenti sono l’immenso Inception e il colpevolmente sottovalutato Cloud Atlas). Ebbene, a questa schiera di gloriose pellicole va aggiunto anche Snowpiercer: colpi di genio a ripetizione, una violenza truce dagli echi Tarantiniani, un Chris Evans più in forma che mai, proprio perché “barbone”, sciatto e “sgualcito”. Rimaniamo rapiti e ammaliati giacché sappiamo che, qualsiasi cosa accada, saremo sempre e costantemente impazienti di vedere cosa accadrà al “livello” (vagone) successivo. Fino a un finale meraviglioso, degno di tutto il resto e forse ancora più eccelso, che ribalta tutto in maniera fenomenale e regala una sconcertante sorpresa di cast. Poi d’accordo, appena prima dei titoli di coda la pellicola si chiude con una sorta di lieto fine consolatorio che si poteva evitare, poiché dissonante da tutto il resto. Ma ormai il meglio è fatto. A sublimare però il tutto e a renderlo paradossalmente più “tangibile” e “concreto” è l’ironia, marcia in più dell’opera intera nonché vero e proprio valore aggiunto che grazia il film; quello di prendersi troppo sul serio sarebbe stato per Snowpiercer (così come per tanti altri film) un errore quasi compromettente. Colpi di scena a raffica, intrattenimento di qualità impareggiabile, senza dubbio il meglio che ci si possa aspettare da un film di genere. Puro cinema di altissimo livello, una macchina da suspense perfetta, cult istantaneo o comunque destinato a diventarlo; l’ennesimo grande film del regista del superbo The Host. Quasi da applausi.


CAST
Chris Evans: Curtis
Jamie Bell: Edgar
John Hurt: Gilliam
Tilda Swinton: Mason
Octavia Spencer: Tanya
Song Kang-ho: Namgoong Minsu
Ed Harris: Wilford
Go Ah-sung: Yona
Ewen Bremner: Andrew
Alison Pill: insegnante

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