ANNABELLE

Scritto da Raffaele Mussini - 03/09/16
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DATI
Regia: John R. Leonetti
Sceneggiatura: Gary Dauberman
Durata: 87 minuti
Anno: 2014

Voto: 3









Facciamo un attimo un bilancio della situazione: il torture-porn è finito con l’ultimo capitolo di Saw. Oggi dominano i fantasmi, con possessioni annesse: in testa al botteghino ci sono film come Paranormal Activity (2007), Insidious (2010), L’Evocazione – The Conjuring (2013) e – appunto – Annabelle. Quest’ultimo si è sorprendentemente rivelato un autentico campione d’incassi: oltre centocinquanta milioni di dollari. Avete capito bene: cento cinquanta milioni di dollari! Tutto per un film che è oggettivamente indifendibile, che non si limita ad essere semplicemente brutto ma va oltre le soglie dell’accettabile e del sopportabile. Un minestrone di blandissime citazioni, derivativo fino all’inverosimile (si va da L’Esorcista a Rosemary’s Baby, passando per Insidious e Paranormal Activity), dove ci finiscono dentro pure espliciti riferimenti a Charles Manson e all’omicidio di Cielo Drive del 9 agosto 1969. Se nella prima parte si limita ad essere semplicemente povero e noioso, nella seconda il trash si tocca con mano, causa un susseguirsi di sequenze e situazioni a dir poco improponibili (il prete scaraventato per terra e la sua successiva possessione). Un scioccante trionfo di banalità, dove non solo non vi è nessun talento nel rielaborare il già visto, ma – cosa ben più grave – non vi è neanche l’intento di farlo. Narrativamente basato su una struttura in crescendo che però non approda a nulla, sprigiona il terrore solo nella breve sequenza dell’ascensore. Ma ciò non solleva le sorti dell’esito. Come se già non bastasse, la recitazione dei protagonisti spiazzante, canina, oltre i limiti del ridicolo. Ma più di tutto stupisce la bassissima qualità di riprese, montaggio e fotografia, ai livelli di una serie televisiva di terza mano. Al grado zero di regia e scrittura, Annabelle non è solo un film mediocre, ma uno scult in piena regola. Se queste sono le pellicole a fare il pieno nelle sale, bisognerebbe davvero costituire delle scuole d’obbligo d’istruzione cinematografica. Il film di Leonetti tocca il fondo di un filone sterile e stantio (nonché del genere horror degli ultimi anni), tanto che al confronto La Bambola Assassina (1988) – cult movie lontano e superato – pare un capolavoro assoluto. Ridateci i film di Bruno Mattei, quelli di Umberto Lenzi (anche i suoi peggiori, che tanto saranno sempre meglio di quello in analisi) o quelli di Jesus Franco. Volendo ridateci anche i simpatici trashoni di una volta (Bombolo, dove sei?) o i cinepanettoni di adesso, da rimpiazzare a questo orrore. Ridateci piuttosto lo splatter, il sangue e le budella a buon mercato. Tutto, ma non Annabelle.


CAST
Annabelle Wallis: Mia Gordon
Ward Horton: John Gordon
Alfre Woodard: Evelyn
Eric Ladin: Detective Clarkin
Tony Amendola: padre Perez
Brian Howe: Pete Higgins
Kerry O'Malley: Sharon Higgins
Ivan Brogger: Dott. Burgher

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