BERSAGLI

Scritto da Raffaele Mussini - 06/11/15
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DATI
Regia: Peter Bogdanovich
Sceneggiatura: Peter Bogdanovich, Samuel Fuller
Durata: 90 minuti
Anno: 1968

Voto: 8,5 
 








 
Un'opera da manuale. Bellissimo già dai titoli di testa (geniali nel loro carattere fuorviante) che mettono il cinema (come tematica e discorso portante) in primo piano. Una riflessione profonda sul valore e i mutamenti della Settima Arte, nonché l’interpretazione più importante e memorabile di Boris Karloff dopo i capolavori horror della Universal. Con Bersagli, Peter Bogdanovich ci comunica che oggi (nel 1968, ma il discorso vale ancora adesso) non sono più i film dell’orrore a spaventare (come sostiene Karloff, che nel film interpreta sé stesso, seppur con un altro nome), ma è la realtà a far davvero paura. La follia che si sprigiona nel protagonista (quindi negli individui) deriva tutta dal trauma subito dagli Stati Uniti a causa della guerra nel Vitenam e si fa testimone dell’ascesa di una società fondata prima di tutto sulla violenza e sull’esaltazione della stessa (i fucili sulle pareti delle case come fossero un trofeo da idolatrare). In un paese dove chiunque può prendere in mano un fucile di precisione e sparare a chi gli capiti a tiro (i bersagli del titolo), a far davvero paura non sono più film come La Vergine di Cera (proiettato nel cinema nel finale del film), e il grande attore in questione ha intuito che il suo ruolo sta definitivamente tramontando e la sua scelta di uscire di scena dà a tutto il film un tono crepuscolare e quasi nostalgico. Per quanto riguarda le sequenze inerenti alla storia di Bobby, queste vedono la lenta ascesa di una violenza muta e sorda che esplode in tutta la sua terrificante potenza nell'ambito domestico, come un male insidioso e inafferrabile (la scena terrificante dove Bobby fuma una sigaretta a letto immerso nell’ombra, ci ricorda che la sua violenza può scatenarsi da un momento all’altro). 
La scena cruciale del film (che andrebbe considerata una delle sequenze portanti degli anni 60, se non addirittura del cinema tutto) è (ovviamente) quella dove Bobby si apposta in cima a un gasometro e si mette a sparare alle persone nelle auto: penso che chiunque abbia un minimo di lungimiranza sia in grado di riconoscere in questi (mai così) terrificanti 10 minuti (circa) un riferimento chiaro e sputato dell’omicidio di Kennedy. Tanto che, piuttosto che di fronte ad una fiction, ci sembra quasi di (ri)vedere il filmato Zapruder. Una sequenza che non può non impressionare o lasciare indifferenti. Altra sequenza memorabile è quella antecedente la cattura di Bobby dove questi, vedendo Boris Karloff avanzare verso di lui nella realtà e (contemporaneamente) nel film di Corman in proiezione al momento, si mette a sparare prima allo schermo, poi all’attore in carne ed ossa. 
Mai prima d'ora (e neppure dopo) il rapporto sottile e precario tra cinema e vita, realtà e finzione, è stato delineato in modo così efficace. Ultima (ma non ultima) scena memorabile è quella che accompagna i titoli di coda, dove il parcheggio del drive in, spoglio e deserto, richiama in modo inequivocabile l'immagine del cimitero nazionale di Arlington. A tutto ciò va aggiunta poi una perfezione e pulizia stilistica e formale degna dei più grandi maestri. Un'opera che in solo un'ora e ventisei minuti contiene più spunti di riflessione e idee della gran parte delle pellicole in circolazione (allora come adesso). Un cult irrinunciabile da cercare e vedere a tutti i costi.


CAST
Tim O'Kelly: Bobby Thompson
Boris Karloff: Byron Orlok
Arthur Peterson: Ed Loughlin
Monte Landis: Marshall Smith
Nancy Hsueh: Jenny
Peter Bogdanovich: Sammy Michaels
Daniel Ades: autista
Stafford Morgan: rappresentante
James Brown: Robert Thompson Sr.
Mary Jackson: Charlotte Thompson
Tanya Morgan: Ilene Thompson
Timothy Burns: cameriere
Warren White: ragazzo del droghiere
Mark Dennis: commesso
Sandy Baron: Kip Larkin
Geraldine Baron: Larkin
Gary Kent: operatore stazione di benzina
Ellie Wood Walker: donna sull'autostrada
Frank Marshall: addetto biglietti
Byron Betz: proiezionista
Paul Condylis: gestore Drive-In
Mike Farrell: uomo nella cabina telefonica
Carol Samuels: cassiere
Jay Daniel: addetto allo Snack Bar
James Morris: uomo con la pistola

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