CANNIBAL FEROX

Scritto da Raffaele Mussini - 06/11/15
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DATI
Regia: Umberto Lenzi
Sceneggiatura: Umberto Lenzi
Durata: 92 minuti
Anno: 1981

Voto: 7
Si tratta di uno dei film principali del filone dell'horror "cannibale" lanciato dallo stesso Lenzi nel 1972 con Il Paese del Sesso Selvaggio. L’idea di base della nascita di questo sottogenere è un'Italia che si chiede se esistano ancora a tutt'oggi i cannibali. Grazie a questo (debole?) pretesto, abbiamo il (solito) gruppo di ricercatori che, spinti da diversi motivi e necessità, si avventurano nella (solita) foresta amazzonica dove troveranno (loro malgrado) le risposte che cercavano. Perché ho detto "soliti"? Perché in fondo si tratta di uno degli ultimi esemplari del genere. Nonostante ciò è da considerarsi migliore di molti dei suoi predecessori. Migliore, per esempio, rispetto a Cannibal Holocaust, poiché se nel film di Ruggero Deodato la violenza era fine a sé stessa e urtava la sensibilità anche di uno spettatore dallo stomaco forte, nel film di Lenzi lo splatter è (a suo modo) innocuo e funzionale ai canoni del (sotto)genere stesso. Migliore rispetto a Mangiati vivi! (1980) sempre di Lenzi, il quale riciclava in modo fin troppo esplicito la struttura del suo Il Paese del Sesso Selvaggio, introducendo scene di stupro a casaccio e riutilizzando pateticamente sequenze di squartamenti di animali usate nel film del 1972. Lenzi ci mostra quello che non aveva potuto mostrare nove anni prima: se torture e squartamenti toccavano esclusivamente agli animali, nel film dell'81 vengono applicate agli scomodi visitatori. Le varie efferatezze (da segnalarsi ottimi effetti speciali, piacevolmente retrò e artigianali) che si susseguono e che per evitare spoiler non mi dilungo a descrivere, rientrano tra le sequenze cult di un filone che vede il questo film uno degli ultimi bagliori, tra l'altro generatore di seguaci ed estimatori (Tarantino, manco a dirlo). Non lasciatevi fuorviare dalle fittizie implicazioni psicologico-sociali che il sottotesto può portarvi a seguire: l'idea dell'inchiesta perseguita dalla protagonista, nonché il fatto che gli indigeni siano visti come vittime prima, e come vendicativi carnefici solo poi, altro non sono che (gustosi e necessari) espedienti per mettere in bella mostra un tripudio di sangue come da onesta tradizione splatter. In ogni caso, solo per appassionati e stomaci forti.


CAST
Giovanni Lombardo Radice: Mike Logan
Robert Kerman: Tenente Rizzo
Zora Kerowa: Pat Johnson
Lorraine De Selle: Gloria Davis
Perry Pirkanen: Paul
Danilo Mattei: Rudy
Walter Lucchini: Joe Costolani
Fiamma Maglione: Myrna Stenn
Riccardo Petrazzi: Cacciatore
Jake Teague: Professore

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