007 - SKYFALL

Scritto da Raffaele Mussini - 22/10/15
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DATI
Regia: Sam Mendes
Soggetto: Ian Fleming
Sceneggiatura: John Logan, Neal Purvis, Robert Wade
Durata: 143 minuti
Anno: 2012

[Raff] - voto: 9
[Tibo] - voto: 9


In ogni film, saga cinematografica e letteraria, epopea artistica e via dicendo, esiste un momento di svolta, dove tutto cambia e tutto viene rivalutato. Un punto fisso di riflessione, dal quale ripartire dopo aver fatto un bilancio del passato e del presente. Questo (e molto altro) rende Skyfall il miglior 007 di sempre, l’apogeo di una saga cominciata 50 anni fa (e che quindi celebra con l’uscita di questo film un importante anniversario). Per capire meglio questo film e il mutamento avvenuto nella serie negli ultimi anni, facciamo un passo indietro: se gli 007 ante-Craig erano fumetti di spionaggio coinvolgenti e spettacolari quanto nel loro piccolo inverosimili, la (tutt’ora) trilogia con Daniel Craig vede un James Bond vulnerabile e “mortale”, non più in grado di uscire indenne ed elegante dalle situazioni più estreme, mantenendo puliti la coscienza e il vestito (al contrario di quanto accadeva in passato). Ma “Skyfall” ha ancora qualcosa di più; stilisticamente parlando sembra quasi un film di Tarantino: l’azione (comunque presente, soprattutto nel magnifico finale) lascia il posto ad una sceneggiatura accuratissima sul piano introspettivo, che si ferma a riflettere sulle circostanze, sui personaggi e ciò che vi è dietro. Ne esce un film crepuscolare, monumentale, che fa del passato (al quale si guarda con tanta nostalgia, vedi l’idea geniale del ritorno dell’amata auto di un tempo) un punto dal quale ricominciare (questo è il motivo stesso che lega il titolo all’infanzia del protagonista). Per la prima volta, James Bond (personaggio che Daniel Craig ha magistralmente reso rigido e taciturno più che i suoi “predecessori”) ci apre le porte del proprio passato. Questo elemento, che attraversa il film soprattutto nella seconda parte, culmina in un finale dall’ambientazione tetra che lo fa lontanamente sembrare quasi un horror (gli elementi lugubri inerenti all’ambientazione di questa parte del film vengono stupendamente richiamati nei – sempre – magnifici titoli di testa). Altro punto di forza è una fotografia da 10 e lode, che rende memorabile la scena della lotta corpo a corpo in una stanza vuota di un grattacielo di Shanghai. Questo capolavoro vanta inoltre un cattivo mai così memorabile, che offre a Javier Bardem (forse) il ruolo della vita. Il suo Silva è un freak, e nel momento in cui, vestito di bianco, viene rinchiuso in una prigione di vetro circolare, ci ricorda l’Hannibal Lecter de Il silenzio degli innocenti, e ci scappa un applauso.
Chi si aspetta un film d’azione sparatutto come il precedente (comunque ottimo) Quantum of Solace, resterà parzialmente deluso. Qui si punta più in alto, e il tono malinconico che attraversa il film di Sam Mendes (qui alla sua prova migliore dopo American Beauty) rende questa pellicola un’opera finale.


CAST
Daniel Craig: James Bond
Judi Dench: M
Javier Bardem: Raoul Silva/Tiago Rodriguez
Ralph Fiennes: Gareth Mallory
Naomie Harris: Eve Moneypenny
Albert Finney: Kincade
Bérénice Marlohe: Sévérine
Helen McCrory: Clair Dowar
Ben Whishaw: Q
Ola Rapace: Patrice
Rory Kinnear: Bill Tanner

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