HALLOWEEN - LA NOTTE DELLE STREGHE

Scritto da Raffaele Mussini - 31/10/15
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DATI
Regia: John Carpenter
Sceneggiatura: John Carpenter, Debra Hill
Durata: 91 minuti
Anno: 1978

Voto: 9,5











Chiedete a qualunque appassionato di cinema quali sono i cinque horror che metterebbe sull’altare, e chiunque abbia un minimo di gusto, tatto, cognizione o lungimiranza avrà di sicuro inserito Halloween di John Carpenter nella selezione. E guai a non confonderlo con il (seppur buono) remake di Rob Zombie. Diciamolo subito: questo film è uno dei massimi capolavori del genere (e non solo), nonché il capolavoro del più grande regista di horror (e non solo) di tutti i tempi. La domanda che ci si pone è sempre la stessa: perché? Innanzitutto Halloween è stato ufficialmente il padre fondatore dello “slasher”, che si sarebbe poi, per così dire, “perfezionato” con Venerdì 13 (ho detto ufficialmente perché in pochi sanno che, sulla carta, la vera scintilla nascosta che ha dato vita a questo sotto-genere è stata Reazione a catena di Mario Bava, 1971). Quindi, oltre ad aver generato una tra le più fortunate serie cinematografiche si sempre (con Halloween 2 di Rob Zombie siamo a quota 10!), ha cambiato per sempre il cinema, divenendo uno dei film di punta di quell’ondata emersa a metà anni 70 chiamata “new horror” (iniziata con Non aprite quella porta di Tobe Hooper, 1974). Ma andiamo ora a concentrarci sul film nello specifico: i suoi meriti sono numerosi (non ultima un’ambientazione autunnale resa magistralmente, perfetto sfondo/cornice per la storia, nonché il celeberrimo tema musicale del film composto dal regista stesso), ma sono sostanzialmente due i motivi che lo elevano rispetto agli altri:
1- La soggettiva: noi siamo Michael Myers. Ci muoviamo con lui e indossiamo come lui una maschera (scena iniziale dove lui è bambino). Questa caratteristica fino ad allora, se non sconosciuta, utilizzata raramente e quasi mai considerata come una potenziale fonte narrativa (fatta direi eccezione per La fuga di Delmer Daves, 1947 e pochi altri), avrebbe ispirato tutto il cinema horror a venire.
2- Michael Myers: chi è? O meglio, cos’è? Sulla carta è il fratello della protagonista, caratteristica volta a suggerire che, genericamente, il male provenga da qualcosa di familiare. Ma solo in apparenza egli è un uomo; guardando il film ci accorgiamo che in realtà si tratta di uno spirito: è dappertutto e in nessun luogo. Potrebbe essere nascosto dietro la porta della nostra cucina, nell’armadio della casa di fianco o nello sgabuzzino di quella ancora più in là. Oppure potrebbe semplicemente comparire dal buio alle nostre spalle. È quindi un male insidioso (ed è soprattutto questo a renderlo così terrificante), che penetra dovunque senza fare il minimo rumore; un’ombra che è la materializzazione spirituale di una paura infantile: quella del cosiddetto “uomo nero” che popola gli incubi dei bambini e (in fondo) anche i nostri. Un fantasma che, paradossalmente, indossa una maschera che, se ci si pensa bene, altro non è che la raffigurazione stessa di un uomo. Geniale.


CAST
Jamie Lee Curtis: Laurie Strode
Donald Pleasence: dott. Sam Loomis
Nancy Loomis: Annie Brackett
P.J. Soles: Lynda Van Der Klok
Nick Castle: Michael Myers
Tony Moran: Michael Myers a 23 anni
Charles Cyphers: sceriffo Leigh Brackett
Kyle Richards: Lindsey Wallace (Lucy in italiano)
Brian Andrews: Tommy Doyle
John Michael Graham: Bob Simms, il fidanzato di Lynda
Nancy Stephens: Marion Chambers
Arthur Malet: custode del cimitero
Will Sandin: Michael Myers a 6 anni

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