LA CASA DEI 1000 CORPI

Scritto da Raffaele Mussini - 29/10/15
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DATI
Regia: Rob Zombie
Sceneggiatura: Rob Zombie
Durata: 89 minuti
Anno: 2003

Voto: 7,5

Un gruppo di ragazzi attraversa la provincia americana in auto alla ricerca di luoghi e personaggi bizzarri da inserire in una "guida turistica" delle stranezze. Alla stazione di servizio del Capitan Spaulding, con museo degli orrori annesso, vengono a conoscenza del Dottor Satana, leggendario assassino del luogo. Incuriositi si mettono sulle sue tracce, ma restano bloccati in una casa i cui tenutari sono tutti maniaci assassini, ognuno a modo suo. E il Dottor Satana, è davvero morto come dicono? Interessante e originale, seppur non perfetto, esordio di un regista che in futuro avrebbe incontrato alti e bassi. La cosa che si nota maggiormente in questo film è che l’autore cita e stracita, fin già dai magnifici titoli di testa, che scorrono sotto una traccia (il titolo del film) dello stesso Rob Zombie (così come la maggior parte della colonna sonora). Al centro di queste furbe e mai pedanti citazioni c’è tutto lo stile horror simil-Grindhouse degli anni '70, ma soprattutto c'è Non aprite quella porta, modello di riferimento per il plot della pellicola (tanto che potremmo quasi considerarla come una sorta di grottesco ramake del film del 1974). Lo stile del regista è grezzo e debordante, sporco e grandguignolesco, esuberante e debordante. Se da una parte però è piacevolmente eccessivo, dall’altra scivola in evidenti cadute di gusto, come la trovata del cadavere del ragazzo "trasformato" in sirena o quella del killer che indossa la pelle del padre di una delle vittime. Ma il film ha dalla propria parte anche alcuni momenti che non stenterei a definire top: la danza di Sheri Moon Zombie con tanto di uso di split screen, la sequenza al ralenti sotto “I Remember You” di Slim Whitman e il viaggio nel tunnel dell'orrore dei killer più famosi della storia, superbamente indetto e a suo modo commentato dal superbo Sid Haig in versione clown. Nell'atmosfera complessiva dell'opera si respirano trash e sporcizia, con tanto di sangue e violenza in abbondanza. Come dicevo prima, ha il pregio di essere originale (fattore preziosissimo nel cinema horror odierno), pur mantenendo una forte quanto necessaria componente derivativa. Sicuramente costituisce un unicum, un caso isolato nel panorama del suo genere e vale sicuramente la pena di vederlo. Non si tratta di un'opera immediata, tanto che in molti potranno ripudiare i suoi eccessi sperimentali, in realtà preziosissimi.
Dimenticate i facili spaventi o lo splatter a profusione propri di ogni ordinario slasher movie, perché qui di ordinario non vi è nulla. Un'opera cinefila, autoconsapevole e intelligente; l'impossibile incontro tra un lontano Tarantino e un più riconoscibile Tobe Hooper. Il tutto con la visionaria marcia in più di un cineasta destinato a diventare autore con la A maiuscola: Rob Zombie. Orribile, assurdo e disgustosamente ultraviolento il sequel (misteriosamente osannato dalla critica).


CAST
Sid Haig: Capitano Spaulding
Bill Moseley: Otis B. Driftwood
Sheri Moon: Baby Firefly
Chris Hardwick: Jerry Goldsmith
Erin Daniels: Denise Willis
Matthew McGrory: Tiny Firefly
Karen Black: Mother Firefly
Jennifer Jostyn: Mary Knowles
Rainn Wilson: Bill Hudley
Walton Goggins: agente Steve Naish
Tom Towles: tenente George Wydell
Robert Allen Mukes: Rufus T. Firefly
Dennis Fimple: nonno Hugo
Harrison Young: Don Willis
William Bassett: sceriffo Drake Huston
Walter Phelan: Doctor Satan/S. Quentin Quale
Jake McKinnon: il professore/Earl Firefly

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