EVEREST

Scritto da Raffaele Mussini - 18/10/15
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DATI
Regia: Baltasar Kormákur
Soggetto: Jon Krakauer (saggio)
Sceneggiatura: Baltasar Kormákur
Durata: 121 minuti
Anno: 2015

Voto: 7
Trailer


Trailer e plot gettano premesse sulla base delle quali è lecito, per il pubblico, aspettarsi la cosiddetta “solita americanata esaltata”. Questo anche e soprattutto a ragione della fattura grezza quanto spaccona della totalità dei film avventuroso-catastrofici made in Usa. Qui invece veniamo fregati tutti, perché Everest trascura le logiche del Blockbuster a vantaggio di una verosimiglianza tale come solo Herzog o certo altro cinema europeo. Lungi da me l’intento di paragonare il film in analisi ai capolavori del regista di Fitzcarraldo (1982), ma Everest vive di una sobrietà e di un’asciuttezza che nel cinema americano non credevamo possibile. Attenzione però, non è tutto oro quel che luccica: il film di Kormàkur (già regista dei non eccelsi Contraband e Cani sciolti) non è teso, ansioso e serrato come era normale aspettarsi e non inchioda lo spettatore alla poltrona quando avrebbe avuto tutte le carte in regola per farlo. Gelido e freddo come il clima che avvolge i personaggi, possiede la verve per coinvolgere ma non ha abbastanza cuore da trascinare. C’è il dolore ma non l’anima, lo spettacolo ma non lo stupore, l’intrattenimento ma non la meraviglia. Colpa forse dello sguardo distaccato del regista? Colpa di una colonna sonora qua pressoché assente (prima parte) e là incapace di farsi enfatica (seconda parte) mancando di valorizzare i momenti più critici dell’impresa? A porsi in controtendenza con la tradizione del Blockbuster hollywoodiano è l’amaro epilogo, nonostante si tratti di una scelta obbligata, poiché la sorte dei protagonisti dipende dalla realtà di fatti realmente accaduti. Cosa rimane quindi dopo la visione di Everest? La cronaca diligente di un’impresa straordinaria, coinvolgente e graziata da un cast superbo. Ed è una cronaca dura e cruda, per nulla edulcorata, che spesso riesce davvero a darci l’idea di quanto implacabile, furiosa e terrificante possa essere la montagna in tutte le sue sfaccettature. Ma non buca mai veramente lo schermo e si va a casa con l’amara sensazione di non avere ricevuto buona parte di ciò che il cinema, quello vero, con la C maiuscola, avrebbe potuto dare. Fa comunque la sua più che nobile figura di fronte a pellicole analoghe, quali Alive (1993) e Vertical Limit (2001).


CAST
Jason Clarke: Rob Hall
Jake Gyllenhaal: Scott Fischer
Josh Brolin: Beck Weathers
John Hawkes: Doug Hansen
Robin Wright: Peach Weathers
Michael Kelly: Jon Krakauer
Keira Knightley: Jan Hall
Sam Worthington: Guy Cotter
Emily Watson: Helen Wilton
Elizabeth Debicki: Dott. Caroline Mackenzie
Martin Henderson: Andy Harris
Tom Goodman-Hill: Neal Beidleman
Naoko Mori: Yasuko Namba
Thomas M. Wright: Mike Groom
Mark Derwin: Lou Kasischke
Clive Standen: Ed Viesturs
Ingvar Eggert Sigurðsson: Anatoli Boukreev

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