VELLUTO BLU

Scritto da Raffaele Mussini - 20/10/15
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DATI
Regia: David Lynch
Sceneggiatura: David Lynch
Durata: 126 minuti
Anno: 1986

Voto di [Raff]: 10
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Quando guardo Velluto Blu:

- dimentico anche i più spiacevoli problemi che mi affliggono
- mi rendo davvero conto di cosa sia il cinema
- vedo un regista che ha compiuto il miracolo di aver superato sé stesso e le proprie precedenti opere (leggi “Eraserhead” e “The Elephant Man”)
- mi trovo di fronte al massimo che la Settima Arte sia in grado di offrire
- assisto a qualcosa di ben più grande di una semplice performance attoriale
- vengo trascinato con mirabile ed elegante dolcezza negli incubi e nelle deformi fisime di uno dei più grandi registi di tutti i tempi
- vedo un autore compiere un sentito atto di amore e riconoscenza nei confronti di tutti i cineasti che lo hanno preceduto
- mi accorgo di trovarmi davanti le paure e le ossessioni di un’epoca
- assisto alla sublime e poetica nobilitazione di un impossibile delirio
- mi rendo conto di assistere a una straordinaria storia d’amore
- ammiro il malato fascino dell’oscurità sottostante alla fallace apparenza di un mondo perfetto
- vivo la materializzazione di un sogno
- riconosco di aver di fronte quello che forse è il più bel noir di tutti i tempi
- oscillo con leggiadra tra folli impulsi e quanto mai vitali slanci di personaggi innamorati dell’illusione e intrappolati nell’imprevedibilità di una realtà incomprensibile
- mi rendo consapevole del fatto che, qualora la Storia del Cinema venisse cancellata dalla memoria umana, basterebbe la proiezione di questo film per ripristinarla in tutto il suo splendore e restituirla in tutta la sua completezza
- vi vedo racchiuso il meglio del cinema che fu e le anticipazioni di buona parte di quello che verrà
“respiro” l’inarrivabile perfezione che trasuda da ogni inquadratura e scivolo, rapito e morbosamente curioso come lo sono i protagonisti, nel più notturno e affascinante dei misteri
- provo l’incredibile sensazione che non vi sia schermo alcuno a separarmi da quello che sto vedendo
soccombo all’estatico frantumarsi degli schemi e delle dinamiche che credevo orchestrassero l’ordinarietà
- effettuo quello straordinario viaggio nel tempo che l’onirica atmosfera retrò e l’immensamente formidabile colonna sonora (“In Dreams” di Roy Orbison e “Blue Velvet” di Bobby Vinton sono eterne) mi portano a compiere
- mi perdo nell’incontenibilità di un’opera unica e irrinunciabile, la cui visione è obbligatoria, necessaria, fondamentale, urgente e doverosa.


CAST
Kyle MacLachlan: Jeffrey Beaumont
Isabella Rossellini: Dorothy Vallens
Dennis Hopper: Frank Booth
Laura Dern: Sandy Williams
George Dickerson: detective Williams
Hope Lange: signora Williams
Priscilla Pointer: signora Beaumont
Dean Stockwell: Ben Soave
Jack Nance: Paul
Angelo Badalamenti: pianista
Frances Bay: zia Barbara
Brad Dourif: Raymond
Jack Harvey: Tom Beaumont
Ken Stovitz: Mike

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